Buono a sapersi!

Alcune informazioni utili per avvicinarsi al mondo dei tartufi ed alla loro coltivazione.

La tartuficoltura

Il tartufo vive e prospera tra le radici di alcune piante con le quali instaura un rapporto di simbiosi completa con scambio di elementi nutritivi, sali minerali ed altri composti che contribuiscono al benessere della pianta ed alla crescita e maturazione del tubero stesso.
Perchè un tale rapporto di simbiosi si inneschi e possa generare tartufi di grande qualità e gusto superiore è indispensabile che si creino delle condizioni particolari. Molti sono i fattori che concorrono a creare le condizioni ideali per la produzione di tartufi ma è importante, soprattutto, tenere conto delle caratteristiche specifiche del terreno, della vegetazione e delle condizioni climatiche.

Le tartufaie

L’impianto di una tartufaia è un’operazione da eseguire in maniera scrupolosa e consapevole e può avvenire solo dopo attente analisi e un’accurata pianificazione di tutte le fasi dell’operazione, a cominciare dalla scelta della posizione e luogo dell’impianto, tipologia e qualità del terreno destinato alla coltivazione dei tartufi, tecniche di impianto etc. Nessuna delle fasi di preparazione, lavorazione e cura del terreno può essere sottovalutata se si spera di portare a fruizione il micelio ovvero la parte che poi con il tempo darà vita al corpo fruttifero vero e proprio. È inoltre indispensabile saper scegliere con accuratezza la giusta tipologia di piante che fungerà da simbionte permettendo lo sviluppo dei tuberi.
In breve occorre molto amore, tanta dedizione e soprattutto grande pazienza se si vuole sperare di ottenere dei prodotti di qualità.

Scelta del terreno e del luogo di impianto

Avere a disposizione un appezzamento di terreno è il primo passo verso l’impianto di una tartufaia ma non è sufficiente. È indispensabile eseguire delle indagini preliminari per assicurarsi che il terreno sia adatto alla coltivazione del tartufo, in seguito è opportuno identificare il tipo di vegetazione presente sul terreno che dovrà essere destinato all’impianto della tartufaia. L’identificazione della tipologia di piante che cresce spontaneamente permette di comprendere che tipo di elementi racchiude il suolo e quindi può essere determinante nella scelta della tipologia di tartufo da impiantare. I tartufi infatti, hanno necessità nutrizionali che differiscono molto tra le varie tipologie, ad esempio il tartufo nero prospera in terreni ricchi di calcio. Per questo motivo la presenza di piante erbacee quali l’ asparago selvatico, il trifoglio bianco (trifolium repens l.) la lupolina (medicago lupolina l.) etc. sono ottimi indicatori dell’idoneità del terreno alla coltivazione di quella specifica tipologia di tubero. Per lo stesso motivo è necessario verificare la tipologia delle piante arbustive presenti sul terreno. Piante come l’ulivo, la vite ed arbusti quali la ginesta odorosa, il ginepro rosso, il ciliegio canino, varie tipologie di rosa ed il biancospino forniscono preziose informazioni sul terreno e le sue proprietà specifiche. Qualora non fosse possibile verificare la presenza di questi elementi è necessario effettuare una serie di analisi chimiche che tengano in considerazione importanti fattori come il PH del terreno, il tasso di calcare totale e attivo, la tessitura o grana del terreno (che permette di stabilire la composizione del suolo ), il rapporto tra carbonio e azoto etc.
In generale nei luoghi dove si trovano tartufi neri è possibile impiantare tartufaie per la coltivazione sia del tartufo nero estivo (Tuber Aestivum Vittadini che matura tra Maggio e Agosto) sia del tartufo nero invernale pregiato o di Norcia (Tuber Melanosporum Vittadini che matura tra Ottobre e Dicembre). Per la coltivazione del tartufo bianco pregiato o di Alba (Tuber Magnatum Pico che matura tra Ottobre e Dicembre) è indispensabile creare delle condizioni ambientali differenti, quindi la preparazione del terreno va eseguita fin dalle sue fasi preliminari tenendo conto delle diverse caratteristiche e necessità di questa pregiata varietà di tubero.

Scelta della pianta simbionte

La scelta della pianta simbionte è forse il momento più critico e più importante per tutti coloro che intendono avviare una coltivazione di tartufi in maniera corretta. La pianta designata dovrà avere un buon indice di micorrizazione, ovvero le sue radici dovranno essere adatte ad “ospitare” il tartufo e dovrà favorire il rapporto simbiotico che permetterà al tubero di crescere e maturare. L’attenta osservazione della flora permetterà di individuare tra gli arbusti presenti, quello che meglio si presta a svolgere il delicato compito di pianta simbionte.

Tecniche di impianto

La corretta preparazione del terreno è un altro passo cruciale nel lungo e meticoloso processo necessario per impiantare una tartufaia.
Durante i mesi estivi bisogna procedere con le prime fasi della preparazione che consistono in un processo di aratura del terreno di 30-40 cm, successivamente con l’arrivo della stagione autunnale il processo di aratura va raffinato tramite l’erpicatura (con l’ausilio di uno strumento detto erpice il terreno viene pareggiato per rendere la superficie più regolare possibile e preparare così il letto per la semina).
Altro fattore determinante è il calcolo della densità ideale di impianto. Per la buona riuscita di una tartufaia è necessario lasciare abbastanza spazio tra le singole piante affinchè non ostacolino la reciproca crescita con un’eccessiva vicinanza ed ombreggiatura (la distanza ideale da tener presente dovrebbe essere di 4 metri tra le file e 4 metri lungo la fila) e permettano la rapida formazione del micelio. Dopo la fase di preparazione si passa alla fase di semina vera e propria.
La messa a dimora delle giovani piante avviene in genere tra i mesi di Novembre e Maggio (ma in alcuni casi si può procedere anche oltre questa data). La fase di trapianto delle piccole piante è molto importante e va eseguita con estrema delicatezza per non danneggiare il pane di terra che ricopre e protegge le radici e che verrà ripiantato a circa 1,5-2 cm, nel luogo adibito ad ospitare quello che con il tempo si trasformerà in un profumato e pregiato tartufo, in un tempo che può variare tra i 2 e i 7 anni.

Il giusto metodo di coltivazione

La scelta del giusto metodo di coltivazione rappresenta la fase finale e più lunga del processo di impianto. Ciascuna tartufaia è però un piccolo mondo indipendente e date le variabili condizioni climatiche, del suolo o di altri fattori può avere esigenze specifiche o necessitare di cure particolari.

Consulenza

Gli esperti della Capasso Tartufi forniscono servizi di consulenza. Grazie infatti alla lunga e consolidata esperienza nel campo della coltivazione, cura e produzione dei tartufi, l’azienda fornisce un accurato e funzionale servizio di consulenze tecniche su impianti, metodi di coltivazione e varie tipologie di tartufi. Qualora lo si desiderasse basterà mettersi in contatto con noi per ricevere aiuto o consigli dai nostri migliori esperti su tutti gli aspetti di questo affascinante e complesso mondo, dalla scelta del terreno ideale, alla preparazione, alla tipologia di tartufi più adatta alle esigenze del proprio territorio.